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venerdì 15 luglio 2011

FESTA DI RAVELLO - CUCCAGNA PRO-AM

Come nel golf. Amatori e "professionisti" mischiati nelle stesse squadre. Per una la Strà Ferà si divide e coinvolge nell'assalto al palo della cuccagna parecchi ragazzi decisamente meno esperti, ma volenterosi (e coraggiosi ad affrontare la consueta pioggia di grasso).


Ci sarà il Palovale, squadra degli amici del Rugby Parabiago cui spetterà l'onere e l'onore di ospitare fra le proprie fila il capitano della Strà Ferà. Ci saranno i ragazzi di Mesero, in fase di rodaggio per il palo di casa di fine settembre. Non mancheranno gli Elefanti Rosa, unica squadra di razza stasera a presentarsi al canapo. E poi altre 2 squadre locali, dialetto docet. Non mancherà la rivalità interna, come ai bei vecchi tempi dove si aspettava con impazienza in derby con Fano.


Come sempre palo aperto anche a squadre dell'ultimo minuto. In questa manifestazione-propaganda la salita è libera.



Ore 22 inizio delle ostilità. A stasera.



Aldo, Strà Ferà

domenica 24 ottobre 2010

Settembre - Strà Ferà e tanto altro ancora


E' arrivato ottobre, l'autunno è alle porte e la stagione delle cuccagne volge al termine.Con l'autunno arriva la pioggia, la nebbia (la mia tanto amata scighera) e la sera ruba spazio ogni giorno che passa alla luce del giorno.
Ottobre mese di castagne e cuccagne. Appuntamenti "storici" Bracca e la Sagra del Masigott di Erba.
Settembre è ormai finito. Un settembre molto particolare per i ragazzi della Strà Ferà. Diversi gli avvenimenti importanti che hanno caratterizzato il mese appena terminato.
2 in particolare quelli extra-gare che hanno riempito di emozione lo spirito della squadra.
In ordine di tempo, la partenza del Della per gli USA. Emigrante a tempodeterminato, per necessità. Cervello in fuga, cuccagnista in esilio. Chissà se con il suo entusiasmo e il suo coinvolgentecarattere riuscirà, dopo la pizza e l'espresso, ad esportare oltre oceano anche il costume popolare dell'albero della cuccagna?Ce lo auguriamo, anche per legittimare la nostra voglia di andare a trovare il professor Della Vedova oltre oceano e gemellarcimagari con la squadra universitaria di "wooden pole" di Princeton, se mai esisterà..
Chi lo sà. Domenica 3settembre , un emigrante di successo è tornato con la sua nuova squadra a calcare i campi, di pallacanestro, su cuiè diventato famoso in Italia. Il Gallo, al secolo Danilo Gallinari, ex-idolo dell'Olimpia Milano, oggi sinbolo della squadra di basket di New York è tornato a Milano a sfidare i suoi ex-compagni. Partito in cerca di fortuna è tornato da celebrità.Chissà che il Della non riesca a ripetere il miracolo!
E poi, a pochi giorni dalla partenza del nostro "Gibbons", il matrimonio di Fano e Giulia. Consumato all'insegna del tanto bere e del tanto cantare,fra vociare di strumenti della banda ed esibizioni canore del nostro capitano-baritono. Complice l'adeguato tasso alcolico, i presenti hanno potuto assistere ad una della rare esibizioni della prima voce della Strà Ferà. Omaggiando agli sposi, il Bunju ha strappato applausiesibendosi nell'aria "Udite O rustici", tratta dall'opera "Elisir D'amore" di Gaetano Donizzetti. Scelto il tema delleopere per battezzare i tavoli degli invitati, gli sposi avevano appunto riservato per il proprio tavolo la celebre opera del maestro bergamasco.
Certo non solo di cena di addio e banchetti nuziali ha vissuto la Strà Ferà in questo passato settembre. C'è stato anche il tempo per le cuccagne.Complice però anche la concomitante assenza del Fante(a sommarsi a quella del Della e di Fano), sperso per un mese lungo il cammino che dai Pirenei francesi porta porta a Santiago de Compostela, i reduci si sono affacendati più tirar sù e giù reti per le feste oratoriali della zona,che a cimentarsi in tattiche e manifestazioni di livello come nei mesi precedenti.
All'inizio del mese i festeggiamenti del Rione Oltreferrovia (che dà appunto il nome alla nostra squadra), ci hanno però ragalato per il 2° anno una manifestazione di livello piuttosto interessante. Dopo I Bradipi di Oleggio cui è toccato l'onore di inaugurare la presenza di una squadre "pro" allanostra manifestazione di casaori zona, quest'anno è stata la volta dell'altra squadra di Oleggio, Gli Sgurini, e dei Malmessi di Lonato del Garda.
Molto bella e tirata la gara, con una prestazione ottima in particolare dei ragazzi bresciani. Conquistano la 2° piazza, dopo aver saputosfruttare a dovere il favorevole ordine di salita. Sfiorano per un sol secondo la vittoria. Al Della, in procinto di partire, è riservato l'onore di essere eletto capitano di giornata e il piacere di sollevare la coppa del 1° posto. La cima è sua, e con essa tutta la soddisfazione degli altriragazzi della Strà Ferà per aver saputo dimostrare allo "straniero" venuto da Nerviano, se mai ce ne fosse stato bisogno, quanto importante eapprezzata sia stata e sarà la sua presenza nel team. Complimenti anche agli elefanti Rosa per aver conquistato la loro prima cima da 12 metri. Squadra in crescita e che potrà regalare delle sorprese se saprà continuare a stare unita ed allenarsi. Nota a margine: mai visto Fano in una cuccagna essere schiacciato dalla tensione quanto quella sera nel ruolo ancancorman-presentatore.
Si dice che i piaceri si fanno agli amici.E così la domenica successiva, reduci dal matrimonio del giorno precedente, siamo a Nerviamo per aiutare i Belli da Vedere,quest'anno assenti dal "circus della cuccagne" a mettere in piedi la struttura e assicurare che per l'ennesimo anno si tenga regolarmente la cuccagnadell'oratorio Santo Stefano di Nerviano. I primi passi nell'arrampicata al palo il nostro Della li ha mossi qui.
Negli ultimi anni di rugby giocato ho stretto amicizia con alcuni ragazzi delle nuoveleve rugbysti che sono riuscito a coinvolgere, anche se solo part-time, nel giro cuccagna. Fra questi il volto noto del rugby made in Sky, Moreno Molla da Mesero.E siccome di far piacere agli amici non ci si stanca mai, domenica 26 settembre, grazie all'idea e alla volontà del buon "Doreno" e si sua sorella Veronicaa Mesero ricompare la cuccagna.
Dalle parole di chi di professione scrive articoli e pubblica interviste una cartolina della splendida serata.
“Stairway to heaven” cantavano nel 1971 Robert Plant e i suoi Led Zeppelin. Una scala verso il paradiso.Una scala che, a volte, può essere umana. Con braccia e spalle a fare da gradini. E un paradiso fatto di limiti personali superati.Prova dopo prova. Dopo innumerevoli anni il Palo della Cuccagna è tornato ad innalzarsi nel cielo di Mesero.Voluto fortemente dagli organizzatori della Festa degli Oratori. Simbolo di una tradizione da riscoprire per non andare perduta.Sfida sconosciuta ai bimbi più piccoli che hanno guardato con occhi spalancati i più grandi cimentarsi in una prova letta magari nei libri di favole o ascoltata dai racconti dei nonni. 5 squadre. Una chiaramente superiore alle altre. La “Strà Ferà”. Magnifica nello spettacolo offerto e nell’organizzazione dell’evento.A loro va il grazie più grande della comunità di Mesero. Con una menzione particolare al più piccolo del gruppo.Nemmeno 14 anni e già pali da 10 metri scalati con l’abilità di un veterano.Per loro tanti applausi e un record mancato alla fine quando la scalata ai 9 metri della Cuccagna meserese è stata compiuta in 23 secondi.Peccato. 3 secondi in meno e la vittoria sarebbe stata totale. Presente, per la seconda volta nella sua storia, la formazione del “Palo Ovale”, emanazione del Rugby Parabiago che con il Palo della Cuccagna ormai sembra andare di pari passo, tanti sono gli atleti prestati saltuariamente o continuativamente a questi eventi. I 5 rugbisti si fermano a mezzo metro dalle buste coi premi e da un ottimo risultato raggiunto in un secondo tempo con l’aiuto della “Strà Ferà”. Sarà per la prossima volta.Le altre tre squadre erano composte da neofiti totali. 100 % del paese. Più bella notizia non poteva esserci.“Scorpions”, “Ostre ma l’è volt” e “Pagliacci” ci hanno provato. Con ogni mezzo. Con tutte le forze. Giovani e adulti.Gli oltre 200 spettatori hanno incitato, riso, preso paura per qualche scivolata, cercando di spingerli anche solo un centimetro più in su.I veri vincitori, alla fine della serata, sono loro. Contenti, sfiniti, affascinati da una sfida mai tentata in precedenza.C’è già chi, tra i più giovani, ha preso accordi per allenamenti nei mesi a venire per preparare al meglio l’edizione 2011. Già.Per tutti l’appuntamento è all’anno prossimo. La sfida è anche questa.Far sì che non si debbano ancora attendere altri 15 anni prima che questa giostra torni a Mesero. E vedere lo stesso entusiasmo, la stessa passione e lo stesso divertimento vissuti domenica 26 settembre 2010.

MORENO MOLLA, Il Palo Ovale

Aldo, Strà Ferà

mercoledì 22 luglio 2009

In differita da Ravello và ora in onda...

23 luglio 2009 - Le foto della manifestazione disponibili su http://picasaweb.google.it/Fotografaldo/Ravello2009


23 luglio 2009 - Dal nostro inviato SKY sul campo di gara.

Molte volte nel corso della sua storia l'uomo ha sfidato il cielo. Cercando di toccarlo. Di farlo suo. Di avvicinarlo. C'è chi come Icaro aveva idee, ma mezzi sbagliati. E chi, invece di ali di cera, per staccarsi da terra utilizza un palo di legno e le sole proprie forze. Aggiunte a quelle dei compagni di squadra.
Tradizione antica. Nobile e popolare. Di quelle da salvaguardare dall'avanzare del tempo e del progresso. Il Palo della Cuccagna è tutto questo. Quello della "Madonna della neve" di Ravello è il più conosciuto e frequentato della zona. Almeno dai rugbisti di Parabiago, che anche quest'anno sono riusciti ad iscrivere una squadra alla kermesse. Nome del team "Il Palo ovale". Tanta volontà. Tanta inesperienza. Pochi allenamenti. Ma risultato incoraggiante. Il risultato minimo dei 6 metri raggiunto senza fatica. Quello dei 7 metri e mezzo solo sfiorato quando contava e infranto quando però l'asticella era salita a quote per ora non raggiungibili. Quote di 9 metri e 12 metri possibili per le altre squadre in gara. Gli "Elefanti Rosa" o "La Strà Ferà", squadra padrona di casa che al solito ha portato a casa il premio più importante con un tempo di valore assoluto stimato sotto i 50 secondi.
La serata è finita davanti a risotto e vino rosso. Con la consapevoplezza di aver reso il cielo un po' più vicino.

MORENO MOLLA


22 luglio 2009 - Come si fa a scrivere un’articolo su un palo a cui non si è partecipato? In effetti non sono il miglior candidato a raccontare come è andata e cosa è successo a Ravello in questa 5° edizione del Palo della Cuccagna. Ma forse riuscirò a raccontare le cose anche da un punto di vista un po’ diverso.

Come dicevamo non c’ero. Il lavoro, purtroppo mi ha portato lontano per un paio di settimane da casa, e proprio in un periodo ricco di appuntamenti della nostra estate di provincia milanese. 2 su tutti: i 5 giorni delle festa del rugby, per me un ricco antipasto delle ferie estive e chiusura ufficiale di ogni stagione agonistica, e la festa di Ravello. Quest’anno era la 5° edizione del Palo della Cuccagna, un appuntamento che anno dopo anno ha sempre riservato agli spettatori divertimento e ai partecipanti ha regalato tante emozioni e altrettanto divertimento.
Io questo palo l’ho vissuto in “differita”. Dai messaggi della mia ragazza e del Bungiu, dalle mail dei ragazzi del rugby che hanno partecipato alla cuccagna, dalle impressioni dei ragazzi degli Elefanti Rosa e dei BDV che ormai fanno gruppo fisso con noi in questi appuntamenti locali.. Sd ogni gara, ad ogni allenamento dimostrano tutti i loro progressi. Che sia arrivato anche per loro il momento di spiccare il volo?




Cosa raccontare a chi allora non c’è stato come me, ma non ha nemmeno potuto sapere come è andata? Che la gente si è divertita. E’ forse la risposta più semplice e più completa. Basta guardare le foto. Spettatori e partecipanti. Tutti. Per un’ora non erano a Ravello. Erano in vacanza. E quando si è in vacanza e ti trovi ad assistere o a essere coinvolto in qualcosa che ti diverte, il tempo scorre via velocissimo. E quando ti rivedi nelle foto ti sembra sempre di avere un sguardo ebete e un sorriso da cretino!

Uno potrebbe pensare che anno dopo anno le cose diventino più semplici, che l’organizzazione ormai rodata permetta di mettere in piedi l’evento con facilità e poco impegno. Ma non è così. Tutt’altro. Le squadre innanzitutto. Quest’anno la sParcol dopo il clamoroso esordio dello scorsa stagione non ha saputo ritrovare gli stimoli necessari per rimettersi in gioco. E così il loro posto è stato occupato dalla squadra del “Palo Ovale”. Tanti kg e tanti cm, la tecnica ancora da sgrezzare, ma la voglia di divertirsi ai massimi livelli. E poi la gara. La speranza di poter dare lo stesso spettacolo degli scorsi anni alla gente sempre numerosa che sia accalca a un metro dalla rete ormai pretende. Un occhio sempre al cielo, che in luglio spesso riserva improvviso e poco gradite sorprese, un altro all’orologio e l’orecchio teso al telefono. Fino a quando Ernesto non estrae l’ordine di salita, hai sempre paura che qualcosa possa saltare. Poi finalmente inizia il divertimento. E se riesci a evitare il grasso, beh allora, hai solo da goderti la tua ora di vacanza!

E poi il Bunju. Finalmente a testa in giù, fra i commenti esterrefatti dei concittadini. E qualcuno sembra già aver trovato un nuovo soprannome ai ragazzi della Strà Ferà:”Ki li…và k’in brai ki lì. A sa rampegham me i ratùni. Te da stà tentu. Sa te lasa verta la finestra, tà vegnan su dal balcon e tà vervan la cà. In tanmè i ratuni…

Questo palo io me lo sono potuto solo immaginare. Ma anche se ci fossi stato, scordatevi che vi avrei comunque raccontato tutto. Il bello è esserci!

Aldo, Strà Ferà