<![endif]>paesino con tutte le caratteristiche del rione di montagna, arroccato a 860 metri sul livello del mare e da lassù si gode un panorama splendido; a questo dobbiamo aggiungere che degli sfiatati di pianura come noi ci vanno, non solo per la tradizionale scalata al palo della cuccagna, giunto ormai alla sua 62esima edizione (complimenti per gli anni e non sentirli visto che lo spirito cuccagnesco è rimasto immutato per tanti anni), ma anche per cercare un po’ di refrigerio dal caldo soffocante della pianura. In più quando si è là su, quasi sospesi fra cielo e terra, non si può non farsi coccolare dalla loro cucina tradizionale: tutto lo staff dell’organizzazione è sempre gentile e col sorriso sulle labbra ti servono piatti di rara prelibatezza che non sono fatti di certo per le modelle da 40kg… E noi non manchiamo mai di fare onore alla tavola!Uno spazio virtuale per ritrovarsi lasciare commenti, fotografie e filmati, per tutti quegli appassionati di questo tradizionale gioco che ancora anima le feste di campagna, le sagre, le feste rionali, un posto per tutti quelli che con un pò di malinconia rimangono aggrappati alle tradizioni... Aiutateci a tener vive la tradizioni, partecipate al blog, perchè questo diventi anche il vostro spazio!
martedì 14 agosto 2012
Cuccagna di Fraine - Val Palot, Festa dei Brigancc 2012
<![endif]>paesino con tutte le caratteristiche del rione di montagna, arroccato a 860 metri sul livello del mare e da lassù si gode un panorama splendido; a questo dobbiamo aggiungere che degli sfiatati di pianura come noi ci vanno, non solo per la tradizionale scalata al palo della cuccagna, giunto ormai alla sua 62esima edizione (complimenti per gli anni e non sentirli visto che lo spirito cuccagnesco è rimasto immutato per tanti anni), ma anche per cercare un po’ di refrigerio dal caldo soffocante della pianura. In più quando si è là su, quasi sospesi fra cielo e terra, non si può non farsi coccolare dalla loro cucina tradizionale: tutto lo staff dell’organizzazione è sempre gentile e col sorriso sulle labbra ti servono piatti di rara prelibatezza che non sono fatti di certo per le modelle da 40kg… E noi non manchiamo mai di fare onore alla tavola!giovedì 19 gennaio 2012
Lonato del Garda Fiera Artigiana - 3° edizione
lunedì 17 ottobre 2011
E' ufficiale, ce l'abbiamo piccolo!
I lettori del nostro blog si domanderanno il perché, visto che non è il primo palo che facciamo e non è nemmeno la prima volta che ci presentiamo sulla piazza di Erba, per cui bisogna fare qualche precisazione per far capire il perché di tanta euforia.
Come da tradizione la terza domenica di Ottobre è da sempre per noi della Strà Ferà “prenotata “ per un appuntamento imperdibile: il super palo della cuccagna del Masigott ad Erba. Questo palo è per noi legato affettivamente da ricordi perché nel lontano 2004 la squadra era appena nata e salivamo alla vecchia maniera: tutta forza di braccia e zero tecnica. Poi una sera andiamo a fare un palo a Turbigo: palo basso, da cinque persone ed incontriamo i Bradipi di Oleggio che con una sonora pettinata ci fanno vedere come si sale. Da quel momento capiamo che dobbiamo rivedere tutto il modo di salire e soprattutto imparare a scavalcare. Un bel giorno di Ottobre Aldo mi chiama e mi dice che ad Erba c’è un palo di 16 metri con squadre che fanno i numeri da circo per salire….. Gli dico ok anche se per me ha sparato una sonora minchiata ed ha millantato una delle sue solite porcherie: 16 metri di palo per me era impensabile che esistesse….. Quando siamo arrivati ad Erba abbiamo visto spuntare da una casa di due piani un palo pieno di grasso con in cima una bandiera italiana ed abbiamo capito che pali di quell’altezza esistevano davvero (io quando l’avevo visto forse mi era scappata una bestemmia o qualcosa di molto simile).
In più in quell’occasione abbiamo visto affrontarsi, purtroppo per l’ultima volta, i campioni di casa delle Lepri con i campioni d’Italia: i bergamaschi del Fonte Prealpi con la loro inimitabile tuta rosso fuoco; fu una battaglia epica, vinta sul filo dei secondi dai bergamaschi con le squadre che si davano battaglia a suon di scavalchi ad una velocità che ci era apparsa folle vista l’altezza a cui si svolgevano.
Quella volta abbiamo pensato “Chissà se prima o poi ci saremo anche noi a provare una cosa simile”: ed ecco che qualche anno dopo, e dopo un bel po’ di gavetta, eravamo sotto a quel palo ormai mitico per noi, con la squadra un po’ aggiustata all’ultimo momento per quel primo timido tentativo, ma con tanta voglia di fare. Inutile dire che da quell’anno in poi abbiamo sempre visto vincere le Lepri di Erba dandoci delle sonore paghe in termini di secondi…
Torniamo a noi: ritrovo fissato a casa della mia morosa alle 14:30 per caffè e grappini, così intanto proviamo ad abbozzare le ultime tattiche quando ecco che Stefano, “il tattico”, tira fuori un foglietto sul quale è riportato un diagramma di flusso contenente le diverse tattiche di salita che variavano a seconda delle possibilità che ci si sarebbero presentate….. Solo un ingegnere poteva arrivare a tanto!!! Fra le altre cose va detto che del foglietto non ce ne siamo fatti nulla, tranne che una grassa risata ed un ottimo ed incontestabile motivo per prenderlo per il culo per un anno intero.
Arrivati ad Erba l’agitazione sale e l’attesa snerva un po’ tutti: vedo il Lorenzo delle Lepri che va avanti e indietro dalle squadre cercandone i capitani per fare l’estrazione, chiama le Aquile che ancora non si vedono, parla con gli organizzatori…. Le squadre schierate quest’anno non saranno cinque ma sei: due del paese, poi noi, le Lepri, le fortissime Aquile e finalmente ad Erba i Campagnoli! Ovvio che con queste squadre nulla si può dare per scontato, per cui ci si dovrà concentrare al massimo e darsi battaglia fino all’ultimo secondo.
L’estrazione ci favorisce in quanto per prima viene estratta una squadra del paese, poi noi e a seguire le Aquile, Campagnoli, Lepri e poi l’ultima squadra del paese; si parte con un tempo di 35 secondi ed un incremento a giro di 10 secondi.
Finalmente si parte e si entra nel pieno della competizione: i primi due giri serviranno a pulire il palo dall’abbondante grasso nero graffittato (ormai una caratteristica del palo di Erba) e al giro da 45 si arriva a pulire bene il 6 posto mentre sul settimo resta ancora un bel po’ di grasso.
Arriva il giro da 55 ed è il momento delle decisioni importanti: sappiamo che dopo di noi ci sono tre squadre che non si lasceranno sfuggire la ghiotta occasione, per cui si decide di tentare la cima del palo.
Aldo ci farà da solido piantone, poi io, AB, Fabio e Stefano: la pila a cinque procede spedita e senza impedimenti; poi via con gli scavalchi e in breve sono alla sesta posizione in attesa che gli altri tre compagni mi superino: li sento rapidi passare sopra di me e vedo AB che dopo una pulizia ultra veloce del settimo posto si blocca saldamente, poi Fabio e Stefano raggiungono l’ottava e la nona posizione in pieno grasso. Parto con un po’ di foga ed apro il piede ad Ab che era sistemato nel grasso, ma non cede ed io procedo dritto verso la cima fra le urla e l’incitamento della folla e delle altre squadre. Arrivo alla tanto sognata cima in 50 secondi circa e vedo la bandierina rossa sopra la mia testa che svolazza allegramente, allungo la mano e con un bestemmione mi accorgo che non ci arrivo per un soffio…. Mi allungo strisciando sul palo anche con la faccia e riesco solo a sfiorarla con un dito pieno di grasso lasciandone l’impronta nera a testimonianza che ce la potevamo fare ma purtroppo dobbiamo desistere con la morte nel cuore.
Scendiamo, siamo felici come non mai perché finalmente una salita in grazia di Dio, ma non è bastata per portare a casa il palo del Masigott. Gli altri mi consigliano che dovevo mettere il piede in testa a Stefano, ma l’ultima volta che l’ho fatto l’ho mandato in giro per due settimane con il collo storto ed avanti a Voltaren per un po’ di giorni, quindi non me la sento e lascio perdere. Peccato, avremmo voluto dedicare l’eventuale vittoria ad Andrea dei Galletti per una pronta guarigione, ma forse è stato meglio così.
Dopo di noi provano le Aquile e i Campagnoli ma non arrivano in cima nel tempo imposto; provano le Lepri: non sono nella formazione ottimale visto che l’Andrea è assente causa infortunio e partono ma durante la salita sono un po’ imprecisi, qualcuno strattona un po’ forte ed apre il piede a chi è legato. Arrivano alla nona posizione che mancano 10 o forse 9 secondi scarsi: iniziamo a pensare che forse non ce la potrebbero fare ed invece…. Invece parte Diego che si stacca dagli altri per raggiungere la cima, scavalca e parte velocemente ma così velocemente non l’abbiamo mai visto salire…. Sale fra le urla e gli incitamenti dei suoi compagni di squadra che gli gridano di volare mentre ormai il conto alla rovescia è iniziato inesorabile…. Nove, otto, sette sei, cinque , quattro, tre cima raggiunta!!! Vediamo il Lorenzo che esulta ed appena sceso poco dopo è al telefono: secondo me è al telefono con Andrea per dargli la bella notizia che il palo del Masigott, anche per quest’anno, porta i colori delle Lepri, per cui meglio ancora che una dedica da parte nostra è stata la vittoria della sua amata squadra. I complimenti della Strà Ferà vanno alle Lepri, ma soprattutto a Diego che con il suo 1,95 metri di altezza più che correre sembrava un cavallo che galoppava pur di riuscire a stare nel tempo dei 55 secondi.
Alla fine salita a tempo libero: noi cambiamo salita con Aldo che parte con uno scavalco da primo e mettiamo dentro anche la mascotte della squadra Riccardino. Il cronometro si ferma ad un minuto e 16: tenuto conto che il palo lo abbiamo fatto non da 10 ma da 11 persone, con Aldo che scavalcava da primo e Riccardino che si è sparato allegramente uno scavalco ed ha tenuto due miei passaggi direi che la prestazione è stata ottima e ci aggiudichiamo il terzo posto dopo dietro alle Lepri, ai Campagnoli 1min e 10sec per 11 posizioni e davanti alla Aquile, retrocesse dalla giuria per aver deciso di usare le corde e risparmiarsi un ulteriore scavalco una volta arrivati un po’ troppo corti alla 10°.5° e 6° posto alle atre 2 squadre di Erba, che non avrebbero per niente sfigurato in altre competizioni. Si veda che la zona è terreno fertile per i “cuccagnari”, vedremo se nel futuro le nuove leve saranno anche in grado di togliere alle Lepri la corona cittadina.
Durante il ritorno mi viene in mente di un articolo che avevamo scritto il 25/06/2010 in occasione del palo di Filago che si intitolava “Avercelo lungo aiuta” perché in quell’occasione avevamo sfiorato la vittoria mancando la bandierina per 15/20 centimetri; poi penso al Robertino che a Songavazzo aveva sfiorato la cima scendendo con in mano un filo strappato alla bandierina, poi lo ripenso a Vailate dove gli mancava una manciata di centimetri per aggiudicarsi la cima e penso che ormai io e il Robertino del Palosco facciamo la coppia di quelli che non ci arrivano per un soffio… non si può proprio dire che quest’anno abbia piovuto tanto, quindi è da escludere che i pali siano cresciuti…Per cui dopo Erba è ufficiale che noi della Strà Ferà ce l’abbiamo piccolo…. Il braccio…..
E almeno per una volta il Fabio potrà tornare a casa e rispondere sereno all’Oldani Senior: no, oggi non abbiamo perso…peccato solo abbia vinto un’altra squadra.
Bungiu e Aldo, Strà Ferà
p.s articolo ufficiale, foto e video della gara su: Provincia di Como
http://www.laprovinciadicomo.it/videos/Video/14225/
p.p.s: senza polemica, ma per me al cronista gliel’hanno raccontata la gara. Perché se ci fosse stato penso che l’articolo avrebbe avuto un altro taglio…
martedì 9 agosto 2011
Quando i veci" hanno ancora cartucce da sparare, ovvero il Far West di Palosco
Già a Dalmine piove e non poco…. A pochi km di distanza da Palosco piove ancora……. Incredibile ma vero: a Palosco tanta umidità ma niente pioggia!
Il palo, organizzato dal Fonte Prealpi, è quello delle grandi occasioni: 15 metri di splendore boschivo ricoperto da buon grasso, timer elettronico con tanto di pulsante in cima al palo per non creare eventuali confusioni sui tempi di arrivo.
E così ci ritroviamo sotto al palo in 5 squadre per l’estrazione: la Strà Ferà, che è estratta per prima, Il Rosengarden di Palosco secondo, Campagnoli terzi, Fonte Prealpi quarti ed per ultimi le Aquile d’Acciaio, 2° squadra locale, fondata all’occorrenza per rendere il tifo più rustico (il loro piantone non ha smesso mai un secondo di gridare incitamenti ai suoi compagni di sventura). Il Rosengarden, padrone di casa, di presenta quasi al completo. Ci sono il Robertino e l’Adelio e il Biondo (come lo chiama l’aldo). In prestito per la serata un altro dei ragazzi del giro “Fontre Prealpi”, già compagno in passato più e più volte dei ragazzi di Palosco. In 4, senza riserve. Pochi ma buoni.Si parte con tempi da 30 secondi con un incremento di 5 secondi a giro e il palo lo si disputa in 4 persone per salita: ovviamente i primi giri servono alla pulizia del palo e farci entrare in clima gara sudando come cammelli… Aldo pareva uscito dalla sauna e AB sembrava si fosse fatto un bagno in qualche rongia.
La Strà Ferà c’è, siamo tutti carichi nonostante le defezioni e gli imprevisti: il Della, il nostro emerito professore, è da poche ritornato sul suolo italico in arrivo dall’America senza ovviamente aver chiuso occhio, per cui appena arrivati a Palosco cafferino per tutti e per il Profesur un bel caffè doppio; Fano non c’è perché a Roma visto che la sorella prende i voti come suora (e lui ha fatto voto di castità ad libitum fino a quando non vinciamo un benedetto palo); Fabio, il nostro fante sempre sacrificabile, è disperso sui monti da qualche parte in compagnia di lupi mannari e Yeti.
Riccardino , il nostro piccolo segaiolo del gruppo, nonché fratello di Ab, sale bene, è scattante e si vede che ha l’ormone che impazza, per cui decidiamo tutti assieme che farà la sua prima comparsa ufficiale nella salita finale insieme a noi “grandi”.
I giri si susseguono e le due squadre di punta, Fonte Prealpi e Rosengarden, si studiano a vicenda cercando di capire quali sono le intenzioni e le tattiche degli avversari: al giro da 45 secondi l’aria diventa elettrica... Noi decidiamo per una pulizia del 7 posto sperando in qualche errore delle squadre dopo di noi. Non ci sentiamo di pulire e regalare il palo così bellamente, dall’altro non vogliamo nemmeno tirare il freno a una gara che fino al giro da 40 ha gasato la gente accorsa in piazza già a partire dal primo giro a razzo del Palosco. Il detto “chi visse sperando morì…”non tarda però ad avverarsi. Robertino e soci, tuta nera e gialla, sanno che Walter e soci non lasceranno né a noi né a loro una seconda possibilità. Sono davanti, sono a casa loro, sono carichi. Ci provano. In 4, 3 a scavalcare, tanto grasso ancora da togliere(come a Erba), Robertino 2° Adelio 3°. Fino in cima. Adelio nel grasso pieno (quando scende non si vede la differenza fra passamontagna e faccia). Robertino 8° che lo riscavalca. Inizia il passaggio a 39-40. Ce la fa, si deve però aggiustare un po’ la mano sinistra. Siamo a 13 metri da terra e belli imbrattati di grasso. Il biondo sembra il campanile dell’orologio che scandisce i rintocchi. “Vai Ade, blocca Roby, parti adesso… Arrivano al pulsante rosso della vittoria a 46 secondi!!! Un secondo in ritardo e non possono portare a casa la meritatissima vittoria, tant’è che il pubblico presente era già impazzito per la squadra locale non accorgendosi che il tempo era scaduto. Un secondo, il tempo di premere il grilletto ed il Far West di Palosco ha inizio. I Campagnoli non tentano nel giro da 45 e si tengono per il giro a tempo libero (questo punto il palo è pulito, difficile che possano riprovarci per la vittoria a 50 secondi). Tocca quindi al Fonte Prealpi che non deve assolutamente sbagliare. Un tentativo a testa, un solo colpo da sparare.
Si preparano tutti e quattro i componenti in tuta rossa sotto il palo e la concentrazione è alle stelle. Partono e iniziano a salire molto bene la prima parte del palo, nella seconda parte rallentano un poco tant’è che sembrano quasi arrivare fuori tempo… E invece il pulsante della vittoria decreta inesorabile e senza appello la vittoria del Fonte Prealpi a 45 secondi spaccati. Dal nostro canto non ci resta che arrivare in cima per prendere qualche caramella e qualche pallone per i bambini che col naso all’insù non aspettano altro: 59 secondi e siamo in cima con tempi ben lontani dalle due squadre che si son date battaglia. L’unica consolazione resta il fatto di aver centrato dall’altezza di 10 metri un po’ di pubblico con del sano grasso. Tiè. Nel giro a tempo libero il Rosengarden bissa i 46 sec. Stesso ordine di salita, stesso tempo. Grasso o non grasso. Dopo il Giovanni dei Malmessi e un tizio delle vipere visto a Carpenedolo 3 anni fa, stasera ho rivisto uno bloccare nel grasso. In tanto grasso. Chapeau. Dire che il pubblico era in fermento era poco: era da parecchio tempo che non vedevo una gara così serrata dove il minimo errore può far perdere tutta la squadra e il pubblico partecipava con urla ed incitamenti durante la salita e fra un giro e l’altro aspettava in silenzio il via dello speaker.
Sabato sera anche il meteo si è accorto che era una serata speciale, tant’è che ha risparmiato Palosco mentre nei paesi limitrofi pioveva: chissà a quando la prossima rivincita da Far West?!
Bungiu, Strà Ferà
venerdì 3 giugno 2011
Secondo Palio di Città Alta - Cuccagna Bergamo Alta 2011
Per articoli e foto:
http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/444344/
http://www.bergamonews.it/bergamo/articolo.php?id=42934
Aldo, Strà Ferà
giovedì 19 agosto 2010
Torre Boldone: il palo "eroico"
Torre Boldone, 11-08-2010. La giornata non prometteva nulla di buono: al mattino la pioggia non ha dato tregua e i timori che “Giove Pluvio” ci rovinasse la festa serale non ci ha abbandonato fino a quando non eravamo col naso all’insù a guardare la cima del palo posta a 15 metri di altezza.
Per la Strà Ferà quella di Torre Boldone era una nuova piazza che ha saputo regalarci una serata all’insegna del divertimento ma anche della fatica fisica pura: per colpa della Giulia, morosa, nonché futura moglie, che ci ha rubato Stefano per portarselo al mare una settimana e Oldani Senior che ha obbligato Fabio a starsene a casa a preparare la salsa verde, la squadra si è presentata con soli 4 elementi per un palo davvero impegnativo, all’appello erano presenti Aldo, AB, il Della e il sottoscritto pronti per una gara dal fiato corto e pochi momenti di riposo.
Grande elemento di curiosità e di felicità è stato il ritrovare le fortissime Aquile di Cividate al Piano che non incontravamo da ben tre anni: l’ultima volta era stato a Filago nel 2008 ed avevano fatto una bellissima gara ricca di emozioni.
Ci si cambia dietro al palco mentre avviene l’estrazione delle partenze: prima estratta la super favorita Fonte Prealpi di Villa D’Almè che era anche l’organizzatrice della manifestazione, seconda la Strà Ferà e terze le Aquile.
Si parte con giri da 30 secondi con incremento di 5 secondi a giro il che non ci dà un attimo di respiro a livello fisico: ad ogni giro di pulizia si scende col fiatone e non si ha modo di riprendere fiato che tocca di nuovo a noi, in più senza avere qualche riserva che conceda qualche giro di riposo.
Arriviamo al giro da 50 secondi, quello decisivo, e Fonte Prealpi tenta l’arrembaggio finale: sale bene nella prima parte del palo ma nella seconda metà, dove si inizia a scavalcare, qualcosa si inceppa nell’ultimo passaggio e l’ultimo uomo del fonte Prealpi giunge in vetta pigiando il tasto di arrivo sul filo del rasoio a 50 secondi. Tocca a noi, si parte con Aldo come piantone in quanto già spremuto ad oltranza nei giri di pulizia precedenti, Alberto, il Della e il sottoscritto; bene i primi scavalchi individuali ma quando ci si ritrova con tre posizioni ancora da coprire la stanchezza ha il sopravvento: Alberto parte e raggiunge l’ottava posizione, si lega ed aspetta paziente che arriviamo noi ma il Della sbaglia e non riesce a passare, parto io e mi ritrovo alla nona posizione senza riuscire a toccare la cima per 40 cm…. Mi lego ma né io né Ab abbiamo più forza nelle braccia e così siamo costretti a malincuore ripiegare.
E’ il turno delle Aquile che senza colpo ferire si aggiudicano il secondo e meritatissimo posto dando prova di una salita lineare, continua, senza intoppi: insomma proprio bella da vedere.
Il post gara, come al solito, si è svolto in maniera conviviale con le altre squadre, ovviamente parlando di palo della cuccagna, con le gambe sotto al tavolo gustando le prelibatezze locali tipiche della bergamasca, con arrosti, casoncelli, ottimi formaggi ed una bella birra fresca che lava via la fatica della serata. Un grazie quindi anche agli organizzatori della Festa del Cuore di torre Boldone per la generosità e per questo momento di aggregazione ludico-sportiva.
Bunju, Strà Ferà
BURE 2010 - E' ancora Fonte Prealpi
19 agosto 2010. Insieme alla cuccagna di Fraine (BS) e quella di Erba (CO), la manifestazione di Bure rappresenta per gli scalatori di cuccagna un ambito trofeo e una classica irrinunciabile. Ecco dall’ARENA.IT la cronaca di cosa è successo lunedì sera nell’edizione 2010.
Cuccagna, bergamaschi primi
SAN PIETRO IN CARIANO. La grande sfida al palo di Bure, alto 15 metri, è stata vinta dal team della Fonte Prealpi
I campioni sono tornati in gara e hanno messo in riga i bresciani di Lonato, i Campagnoli di Santa Maria di Zevio, i Tucani di Palù e i due team locali
18/08/2010
Paese che vai, cuccagna che trovi. Quella di Bure durante la Sagra dell'anguria, la sera dopo Ferragosto, offre l'intenso spettacolo dell'assalto a un palo alto 15 metri e mezzo, reso scivoloso da 20 chili di grasso industriale. È capace di mettere alla prova gli scalatori più esperti, ma attira anche arrampicatori alle prime armi, giovani e desiderosi di arrivare in cima prima di tutti. Solitamente l'assalto al palo conclude la sagra di Bure, invece quest'anno la festa è stata prolungata fino a stasera, con menu sempre ricchi e tante sorprese.
Ma la cuccagna di Bure da anni pare stregata. Dopo sette vittorie consecutive, infatti, dal 2002 al 2008, si confermano campionissimi della frazione carianese gli atleti della Fonti Prealpi di Almè (Bergamo), che si sono guadagnati prodotti tipici locali. Gli scalatori hanno toccato la cima al quinto assalto, durante la manche degli 80 secondi, ma gliene sono bastati 74, a tre minuti dal tempo massimo di un'ora di spettacolo stabilito dagli organizzatori per vivacizzare la gara e non stancare il pubblico. Un'eternità, se si considera che il loro record a Bure è di 58 secondi; già durante il quarto assalto a 60 secondi avrebbero potuto…
clicca qui per leggere il resto dell'articolo oppure vai su http://www.larena.it/stories/Provincia/175662__cuccagna_bergamaschi_primi/
Camilla Madinelli
Aldo, Strà Ferà
martedì 17 agosto 2010
CUCCAGNA A SANTA VIOLA 2010
5 squadre a contendersi quella bandierina rossa posta là in cima a 15 metri d'altezza, le ormai storiche Fonti Prealpi da Bergamo, gli Strà Ferà da Parabiago(MI), i Campagnoli da Santa Maria di Zevio (VR), i Malmessi da Lonato (BS) e i Sempre Onti da origini incerte ma comunque considerati i padroni di casa perchè provenienti da qualche paese limitrofo.
Il sorteggio favorisce, come se ne avessero bisogno, le Fonti Prealpi, a seguire i Malmessi, Sempre Onti, gli Strà Ferà e ultimi i Campagnoli; le scalate partono dai 40 secondi per poi salire di 5 secondi in 5 secondi fino alla prima squadra che si aggiudica la scalata, poi il tempo è libero e la classifica viene data in base al tempo di scalata di ogni squadra...
C'è una bellissima giornata, il clima perfetto e le squadre sono più agguerrite che mai e il pubblico pian piano si avvicina al campo di battaglia per sostenere i propri favoriti o solo per assistere allo spettacolo...
Si parte,tutto tranquillo.. le prime fasi sono solo di presentazione in fin dei conti, perchè già da li si può stimare la velocità e la forza delle squadre avversarie.
Arriva il giro dei 55 secondi... e il Walter (capitano delle Prealpi) si alza dalla sua postazione e si mette il passa montangna... brutto segno.. le speranze per le altre squadre di aggiudicarsi il primo posto scendono vertiginosamente, quasi si fossero buttate dal burrone che dista poco più di 20 metri dal campo gara...
Parte il conto alla rovescia e via partono... velocissimi come ormai ci hanno abituato, arrivano al decimo uomo, non ci arrivano, e subito un sorriso pervade tutte le altre squadre, ma hanno ancora tempo e lo sfruttano bene, smorzando quel barlume di speranza che ci aveva pervasi un attimo prima, arrivando in cima in 53 secondi.
Parte il tempo libero... provano subito i Malmessi ma scivolano forse per il grasso portato giù dai vincitori, poi i Sempre Onti, ma per quanto si impegnino non riescono a raggiungere la cima... arriva il turno della Strà Ferà arrivando in cima totalizzando un tempo di 69 secondi e infine i Campagnoli che partono spediti e impiegano 57 secondi a raggiungere la cima classificandosi quindi secondi...
A conclusione della gara tutti a cambiarsi e poi via ai tavoli per recuperare le energie usate e a concludere la serata tra chiacchere e risate, che accompagnano sempre ogni evento...
venerdì 18 giugno 2010
Chi siamo noi?! I Campagnoli!
martedì 16 febbraio 2010
A Carnevale...ogni scherzo vale!
Quando il giudice ha fischiato sono subito saltato in piedi gridando "E' fuori tempo, l'ha toccata dopo il fischio...". Curavamo i Gitani, cercavamo di capire come sarebbero saliti i Campagnoli (questi ragazzi di Santa Maria di Zevio che si sono uniti alla presenza storica delle Vipere..) e non abbiamo visto i Malmessi.
martedì 9 febbraio 2010
Carpenedolo 2010 - Della Good-bye
E' passato un anno e torniamo a trovare gli amici di Carpenedolo, che da ormai 52 anni animano il carnevale con una splendida sfilata di anni e (penso), sempre da mezzo secolo, ospitano la cuccagna fra le manifestazioni di tale evento.