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9 giugno 2009
Come dicevo ieri sera agli altri ragazzi della Strà Ferà i bilanci è sempre bene farli il giorno dopo, a mente fredda e con l’adrenalina che si è ormai scaricata. Oggi però, mi ritrovo a pensare più o meno le stesse cose di ieri sera, e quello che mi sento di dire è che questa prima manifestazione si chiude con un bilancio sicuramente positivo, anzi ampiamente positivo. Certo non tutto è stato perfetto, ma si sa che nell’organizzazione degli eventi ci sono sempre fattori, quali il clima, l’affluenza della gente e svolgimento delle altre manifestazioni della festa che si possono certo controllare.
Se pensiamo al temporale fortissimo che ieri pomeriggio si è abbattuto da queste parti e alla serata fresca, più di un fine estate che di un inizio, non ci possiamo certo lamentare della risposta data dal pubblico presente. Ottimo lo speaker, Daniele, che oltre ad aver partecipato alla formazione della squadra locala, l’Ultima Spiaggia, ha saputo coinvolgere il pubblico e guidarlo nel crescendo di emozioni che le 4 squadre impegnate, sono convinto di poter dire, hanno saputo assicurare.
Premiata ancora la formula della gara mascherata dalla carrucola, con premi che sono stati alzati di manche in manche, mantenendo così sempre alta e desta l’attenzione del pubblico.
E poi è stata una serata di esordi. Primo palo della stagione con organizzazione firmata Strà Ferà, prima manifestazione con il nuovo palo da 6+6, (ancora fresco di pialla che si è letteralmente succhiato il grasso) e prima manifestazione con la struttura rinnovata e con livrea Strà Ferà.
Ancora 2 parole sulla nuova struttura: vederla montata ripaga della fatica messa nel prepararla. Un grazie all’eminenza grigia della Strà Ferà, il Sig. Giorgio Bressan, per aver messo a disposizione l’officina e 2 figli maschi alla causa della cuccagna. Ad AB invece i complimenti li faremo quando non vedremo più le 2 viti M6 e non prima di aver utilizzato tutti e 100 i metri residui di corsa…
Pollice verso per il dott. Della e al Bungiu che hanno stortato un picchetto a furia di picchiare come le bestie, infischiandosene dei sassi e di chissà cos’altro che nel sottosuolo del campo dove è stata allestita la struttura, che sembrava sconsigliare l’uso brutale della forza.
Si replica sabato 13, all’oratorio di Canegrate. Stessa formula, qualche volto nuovo e speriamo lo stesso divertimento.
Aldo, Strà Ferà.